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I danni ai minori vittime di abusi sessuali
Le conseguenze dell’esperienza di abuso spesso diventano evidenti solo a lungo termine. Bisogna precisare che spesso gli abusi vengono raccontati solo una volta che il bambino è diventato adulto. Ciò avviene frequentemente perché la vita sessuale di questo/a bambino/a, una volta adulto/a risulta alterata e all’osservazione del clinico si presentano disfunzioni di vario tipo e dai loro racconti emergono esperienze di abuso. Altre volte gli stessi racconti emergono in sede di trattamento per disturbi alimentari, soprattutto nelle adolescenti, più raramente nei maschi.
La letteratura indica quattro temi principali intorno ai quali si organizzano i vissuti delle vittime (Finkelhor, 1984):
· sessualizzazione traumatica: le conseguenze di questa esperienza vissuta possono consistere in un’ipereccitabilità ed un’attività sessuale impropria, utilizzata anche per soddisfare esigenze e bisogni non sessuali;
· tradimento da parte degli genitori o degli adulti: determina una diminuzione generale della fiducia negli altri;
· stigmatizzazione: altera il senso del proprio valore ed induce sensi di colpa e scarsa stima in se stessi;
· impotenza: incide grandemente sulla consapevolezza di possedere la capacità di controllare la propria vita e di poterne determinare l’andamento.
Le distorsioni cognitive sopra descritte non solo producono disagi, ma fanno attivare meccanismi difensivi e di adattamento che producono un aggravamento dello stato psicologico e un’alterazione della personalità, dell’identità e delle relazioni.
Dall’osservazione clinica dei minori abusati, infatti, emerge un dato interessante: gli esiti psicopatologici nei bambini sembrano secondari non tanto al trauma di per sé quanto ai meccanismi di difesa utilizzati in modo rigido ai meccanismi di difesa utilizzati in modo rigido, per evitare la vergogna, l’angoscia, la depressione o il senso di colpa (Malacrea, 2002).
Secondo alcuni autori gli effetti del trauma dell’abuso presentano esiti che in termini di reazioni fisiologiche e psicologiche possono essere assimilabili ai sintomi del disturbo post traumatico da stress (De Zulueta, 1999). Ovviamente il peso di questi effetti varia in base a diversi fattori quali la durata nel tempo dell’abuso, la continuità, la presenza di violenza o aggressione fisica, l’implicazione della penetrazione o contatti multipli, il fatto che il perpetratore sia una persona affettivamente significativa. In generale gli esiti dell’esperienza di violenza dipendono da tanti fattori e, in particolare dalla frequenza e dal tipo di violenza subita, dalla durata del periodo in cui tale violenza è stata perpetrata, dall’età e dal livello di maturazione psicosessuale della vittima, dal sesso, dall’identità dell’aggressore, dal contesto socio- familiare. Le reazioni e le conseguenze della vittima di abuso sessuale spesso possono avere origine “da diversi fattori, quali l’abilità cognitiva del bambino, la durata e la frequenza dell’abuso, il tipo di coercizione usata verso il bambino, la relazione esistente tra il bambino ed il perpetuatore, il tipo di abuso, la risposta che i membri della famiglia danno al minore” (De Leo, Petruccelli, 1998).
Una trattazione a parte merita l’intervento su bambini che sono stati vittime di abuso. Entrare in dettagli troppo tecnici sul trattamento dei bambini abusati non è oggetto di questo lavoro e si rinvia alle numerose pubblicazioni sull’argomento (Malacrea 1997; De Leo, Petruccelli 1999; Roccia, 2001), ma è comunque bene precisare che è necessario un intervento mirato, specifico. Ci limitiamo in questa sede ad accennare brevemente alcuni punti. Per la fase diagnostica è sconsigliabile un intervento troppo diretto, quasi indagatore, mentre è preferibile usare tecniche di gioco e di animazione che possono dire molto ad un osservatore esperto. Nella fase di trattamento si lavora sui vissuti legati all’abuso, sul senso di colpa che è spesso presente, sul vissuto corporeo, sull’individuazione di figure adulte positive, che consentano di evitare dannose generalizzazioni (tutti gli uomini sono così…). E’ importante lavorare sul senso del sé, sperimentato come colpevole e cattivo, e dal punto di vista cognitivo, sull’alterazione dell’orientamento e sulla distorsione nel modo di vedere il mondo.
Dott.ssa Pina Annunziata
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